Situla

 

Che cosa è una SITULA? E’ un contenitore, solitamente in lamina di bronzo, di forma tronco-conica capovolta, con un diametro minore alla base che aumenta in prossimità dell’apertura in alto la quale veniva chiusa con un apposito coperchio. La situla di Trezzo misura cm.24,5 di altezza e 25,5 diametro.

La SITULA di Trezzo. Verso il 1846, durante alcuni scavi per estrarre sabbia nell’orto del sig. Giuseppe Mazza, fu scoperta a circa m.1\1,5 di profondità una situla di bronzo con coperchio, contenente terriccio e numerosi oggetti di bronzo e di ferro: fibule, collana con pendagli e catenelle, paste vitree. La scarsità di notizie sulle circostanze della scoperta di Trezzo, non viene descritto luogo e contesto del ritrovamento, rendono difficile una precisa ricostruzione*. Tuttavia gli archeologi propendono per una tomba a cremazione di cui la situla costituiva l’urna cineraria.

Archivio Bassi, Trezzo sull’Adda.

Fotografo R. Carrieri

Questo anche per la presenza di pochi resti di ossa combuste, fra cui un dente umano carbonizzato di individuo giovane. Inoltre tutti gli oggetti sono frammentati, alcuni anche contorti o deformati per effetto termico. La decorazione della situla è complessa. Di particolare suggestione è il diffuso motivo dell’inseguimento\caccia . Gli animali rappresentati sono otto: 4 cervi, 1 cerva, 3 cani, l’ultimo dei quali ha le zampe anteriori poggiate sul dorso del cervo che lo precede. Procedono con un dinamismo quasi cinematografico: la prima figura di cervo è la più statica, come se non avesse ancora percepito il pericolo; le tre figure centrali, tra cui la cerva che si volge indietro, sono le più dinamiche come se dovessero rappresentare la fuga ed infine la scena conclusiva del cane che agguanta il cervo.
Tutto il materiale fu venduto, nel dicembre 1869, al Museo Archeologico di Milano, allora Museo Patrio di Archeologia, dal conte Carlo Castelbarco**. (Documento comprovante la vendita)

La situla non è l’unica testimonianza della presenza golasecchiana a Trezzo: negli scavi effettuati nel 1990 presso la Chiesa di S. Stefano (ora Società Operaia MS in Valverde) sono stati rinvenuti frammenti di ceramica comune, così come un frammento ceramico anche in zona S. Martino.

Note
*alcuni studiosi, facendo riferimento al ritrovamento golasecchiano della cava Spagnoli (Capriate) ipotizzano un abitato nella zona del Castello. Il ritrovamento della situla può forse essere valutato nella proprietà Mazza di piazzetta S. Marta
**notizia inedita

 

 Situla e coperchio; decorazione con cervi e cani (De Marinis,R. 1974)

 

Riferimenti bibliografici:

Caimi A., La situla di Trezzo, in “Bollettino della consulta archeologica”, 1877

De Marinis, R., La situla di Trezzo, in “Varia archeologica”, 1974

Poggiani Keller, R., Un approdo dei celti golasecchiani sull'Adda a Capriate S. Gervasio, 2007 (il link riporta copertina e frontespizio

Le opere citate sono disponibili presso la biblioteca di Trezzo sull'Adda al prestito o in consultazione)